MASSIMO DOLCINI
30 giugno 2015
Inaugura il 2 luglio a Pesaro, sua città natale e sede del suo studio, la mostra dedicata al maestro Massimo Dolcini. Dolcini è stato per molti un vero punto di riferimento per quella che viene definita la grafica di pubblica utilità, ovvero la grafica al servizio dei cittadini, pratica di buon design che vive i suoi anni d’oro tra la metà degli anni ’70 e metà degli anni ‘80. La mostra, per la cura di Mario Piazza, intende proporre una rilettura critica e storiografica dell’intero excursus dell’attività professionale di Dolcini, consentendo quindi di inquadrare e far comprendere ad un ampio pubblico come le opere più note di Dolcini si siano formate all’interno di un articolato percorso progettuale. Dopo gli studi al Corso Superiore di Arte Grafica di Urbino con Albe Steiner e Michele Provinciali, viene incaricato della comunicazione del Comune di Pesaro. Sceglie la strada dell'approccio diretto, comunicativo, riconoscibile. L’obiettivo è di far "parlare” le istituzioni con i cittadini, coinvolgendoli nel processo dell’amministrare la cosa pubblica. Attraverso i suoi manifesti dal segno inconfondibile, affissi quotidianamente sui muri pesaresi per vent’anni, la cittadinanza veniva informata capillarmente di ogni evento di qualche rilevanza sociale, politica, culturale, urbanistica e sanitaria, che negli anni, per precise esigenze di territorio, trasforma la figura di Massimo Dolcini da quella di artigiano-designer ad una forma di impresa della comunicazione, come lui stesso soleva definirla,  dove venisse preservata e potenziata la qualità del fare e la trasmissione e condivisione delle conoscenze. ?In quest'ottica, negli ultimi anni, come annota Mario Piazza, la necessità di una riappropriazione diretta da parte di Dolcini delle tecniche della cultura materiale (illustrazione, tessitura, ceramica, orto, cucina...) diventa una necessità evidente, che di fatto affianca pariteticamente la dimensione strettamente professionale.  Possiamo ricordare tra i suoi lavori la grafica della rivista Alfabeta e per la rivista Gola. Una mostra per gli appassionati di grafica, e non solo, e anche per chi pensa che attraverso la comunicazione si possano ancora esprimere informazioni, valori e utopie.




Scritto da: Ikos Staff 
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