HYPOTESIS, by PARRENO
12 novembre 2015
Avventurarsi nella mostra Hypotesis di Philippe Parreno a Milano, all’Hangar Bicocca, una domenica pomeriggio in buona compagnia… è un experience, coinvolgente e assolutamente nuova. E’ come assistere a una liturgia laica. Un’epifania di luci, colori, suoni, immagini in movimento che rendono la visita un immersione in uno show nella futura Brodway, con una promenade composta da 17 "marquee”, che diventano come gli organi pulsanti di un grande androide: due pianoforti, luci e video programmati da una control room. Ed è questa la domanda che ci siamo posti: "Le macchine, in un futuro prossimo, diventeranno le protagoniste della creatività e gli esseri umani solo comparse? Le macchine potranno produrre per noi emozioni e idee?” Parreno insegue da anni un coinvolgimento multisensoriale, usando luci e video (qui sono diversi e la visione richiede un’attenzione che forse pochi ancora hanno), sculture e musica. Inoltre, non si lascia affascinare dall’egocentrismo tipico degli artisti e cerca la collaborazione di altri artisti, musicisti, video maker. L’artista esplora i meccanismi di produzione delle immagini e le sue infinite possibilità di traduzione in ciò che egli stesso ha definito come una "catena” di immagini: «Oggi con "catena” intendo una struttura dinamica che produce forme, pre-produzione, produzione, post-produzione: queste istanze narrative dipendono l’una dall’altra». The future is now… benvenuti nel XXII secolo. Un sentito grazie ad Andrea Lissoni, per la curatela.

Ph. Andrea Rossetti
Scritto da: Ikos Staff 
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